Il possesso della conoscenza non uccide il senso di meraviglia e mistero. C'è sempre più mistero.- Anaïs Nin
Il possesso della conoscenza non uccide il senso di meraviglia e mistero. C'è sempre più mistero.
L'amore non muore mai di morte naturale. Muore di cecità, errori e tradimenti. Muore di stanchezza e deperimento, di appannamento.
La violenza è un sintomo di impotenza.
Il solo alchimista capace di cambiare tutto in oro è l'amore. L'unico sortilegio contro la morte, la vecchiaia, la vita abitudinaria, è l'amore.
La saggezza è una scorciatoia per la morte.
Il mistero dà fuoco e tensione a ogni nostra parola.
Il Santo Graal. Una catena di misteri lunga duemila anni.
Ogni creatura umana è composta in modo da esser per tutte le altre un profondo segreto e un profondo mistero.
E' meglio sentire la mancanza di qualcuno piuttosto che aver visto troppe cose della sua personalità.
Preferiamo quello che già conosciamo. Se dobbiamo scegliere tra due cose, una delle quali ci è già nota, tendiamo sempre a essere più attratti da quella che già conosciamo.
Non possiamo conoscere i particolari del nuovo ordine di vita. Dobbiamo crearli noi stessi. La vita consiste nella ricerca dell'ignoto, nell'opera di armonizzare le nostre azioni con la nuova verità.
L'unica verità è quella che non si conosce e non si trasmette, quella che non si traduce con parole né con immagini, quella celata e non controllata.
Di regola, gli uomini si preoccupano più di ciò che non possono vedere che di ciò che possono vedere.
C'è una darkness, un'oscurità, intrinseca in ogni cultura che non può smettere di "prendere", un'avidità dalla quale non puoi mai tornare indietro.
Il mistero è anzitutto l'al di qua, la giornata terrestre con le attese, i ricordi, gli amori, le piccole pene e le piccole gioie, intrise di fragile argilla e di eternità.