La carità comincia a casa propria, e la giustizia dalla porta accanto.- Charles Dickens
La carità comincia a casa propria, e la giustizia dalla porta accanto.
Non avrei mai potuto fare quello che ho fatto senza le abitudini di puntualità, ordine e diligenza, senza la decisione di concentrarmi su di un solo oggetto alla volta.
Non esisteva spettacolo più triste sul quale sorgere che quello di un uomo di buone qualità e buoni sentimenti, incapace di indirizzarli, incapace di aiutarsi e di rendersi felice, un uomo sensibile, succube della propria sorte avversa e rassegnato a farsi da essa divorare.
Bel colpo d'occhio, come disse il padre quando tagliò la testa al bambino per curarlo dalla guardatura losca.
Gentiluomo una volta, gentiluomo per sempre.
Se non ci fossero persone cattive non ci sarebbero buoni avvocati.
La mia casa è piccola ma le sue finestre si aprono su un mondo infinito.
Ogni sera la mamma attendeva il mio ritorno dalla piazza, seduta alla soglia della misera casa: quando mi vedeva giungere accigliato capiva che il giorno seguente non avrei guadagnato il salario e allora entrava nel tugurio a piangere.
Se un uomo ha quattro mura dove stare non tutto è perduto. Solo chi stava per la strada era fottuto.
Non si dovrebbe parlare di corda in casa dell'impiccato.
Una casa senza libri è come un giardino senza fiori.
Siamo in ogni casa. Diamo la vita. Non riuscirete a fermarci.
Prima di sposarmi mi riusciva difficile rimanere fedele a una persona. Ora credo nel calore di una casa, nel rapporto formale. Quando sei innamorata, la fedeltà è facile.
I passeri non si adattano a vivere tra quattro mura.
Le abitazioni dimostrano che in Italia vivono milioni di conservatori. Forse il motivo per cui manteniamo certi personaggi in parlamento è lo stesso per cui conserviamo i peluche di quand'eravamo bambini: sono spelacchiati, ma non riusciamo a farne a meno.
Dove vivo? Ovunque sia, a Montecarlo, Parigi o New York. L'idea di "casa" non mi appartiene: sono homeless.