Al fanciullo si deve il massimo rispetto.- Decimo Giunio Giovenale
Al fanciullo si deve il massimo rispetto.
I giovani sono tutti diversi tra loro; i vecchi, invece, si assomigliano tutti.
La reputazione e il credito dipendono soltanto dai quattrini che uno ha in cassaforte.
Quello di essere poveri e di voler vivere da ricchi è un vizio molto diffuso.
Letto negato al sonno, dalle donne dannato a sanguinose incessanti logomachie il letto coniugale.
Nessun colpevole può essere assolto dal tribunale della sua coscienza.
Rispettate i vecchi!
Aristippo, quando gli fu ricordato l'affetto che doveva ai propri figli perché erano usciti da lui, si mise a sputare, dicendo che anche quello era pur sempre uscito da lui.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
Il rispetto... è l'apprezzamento della diversità dell'altra persona, dei modi in cui lui o lei sono unici.
Il proprio senso dell'onore è la sola cosa che non invecchia, e l'ultimo piacere, quando uno è consunto dall'età, non è, come ha detto il poeta, fare denaro, ma avere il rispetto dei propri consimili.
Il rispetto può essere una forma superiore del disprezzo.
Chi imparar vuol d'amare, disimpari il rispetto: osi, domandi, soleciti, importuni, al fine involi e se questo non basta, anco rapisca.
La prova finale per un gentiluomo è il suo rispetto per coloro che non possono essere di alcuna possibile utilità per lui.
Non rispettiamo mai quelli che ci divertono, per quanto si possa ridere delle loro capacità comiche.
Fai maturare la tua ammirazione per un poco.