Riconoscere i propri torti è poco, bisogna ripararli.- Henri-Frédéric Amiel
Riconoscere i propri torti è poco, bisogna ripararli.
Se l'ignoranza e la passione sono i nemici della moralità nel popolo, bisogna anche confessare che l'indifferenza morale è la malattia delle classi colte.
Il modo più sicuro di sembrare grande e buono, forte e dolce è ancora quello di esserlo.
Chi non ha in sé la misura non la troverà mai.
Solo i principi valgono la pena di una lotta e d'una sconfitta; per tutto il resto si può essere arrendevoli.
Lo charme: ciò che negli altri ci rende più soddisfatti di noi stessi.
E c'è una terra di mezzo tra il torto e la ragione, la maggior parte del mondo la puoi trovare là.
Trattare i bambini come piccoli adulti. Senza il bisogno di inutili e stupide vocine strane.
Solo perché si è paranoici non significa che non si abbia torto.
Il popolo ha ragione quando giudica per conto proprio; ha torto quando si fida delle sue guide cieche.
Non festeggio più gli anni, solo i mesi. Sono come quel pescatore genovese che mi disse: "Non ne ho più di anni, li ho finiti".
Questa è la vera natura della casa: il luogo della pace; il rifugio, non soltanto da ogni torto, ma anche da ogni paura, dubbio e discordia.
Quando s'investono tutte le proprie energie nel desiderio della persona amata, in fondo le si fa torto: perché allora non rimangono più forze per essere veramente con lei.
Riconoscere i propri torti e domandarne altrui scusa, non è già un avvilirsi, ma è anzi un rialzarsi nella stima degli altri e di noi.
E non è che avesse torto, pensava il capitano: da secoli i bargelli mordevano gli uomini come lui, magari la facevano assicurare, come diceva il vecchio, e poi mordevano. Che cosa erano stati i bargelli se non strumenti della usurpazione e dell'arbitrio?
Ci sono casi in cui la ragione o il torto sono quasi inequivocabilmente da una parte, ma sono rari. I motivi si confondono, i torti e le ragioni si incrociano di continuo.