L'uomo è ciò che mangia.- Ludwig Feuerbach
L'uomo è ciò che mangia.
Verrà il tempo nel quale si adempirà la profezia di Lichtenberg, nel quale la fede in un Dio razionalistico verrà considerata superstizione, proprio come ora è già considerata superstizione la fede in un Dio di carne, miracoloso, cioè nel Dio cristiano.
L'essere assoluto, il Dio dell'uomo, è l'essere stesso dell'uomo.
Il tempio non è che una testimonianza del valore che l'uomo attribuisce agli edifici. I templi in onore della religione sono in realtà templi in onore dell'architettura.
Porre alcunché in Dio, o derivare alcunché da Dio, null'altro significa che sottrarlo al controllo della ragione, significa porre alcunché come indubitabile, come inviolabile, come santo, senza volerne spiegare il perché.
L'essenza della fede è di essere ciò che l'uomo desidera egli desidera essere immortale, dunque è immortale; egli desidera che vi sia un'essenza che può tutto ciò che per la natura e per la ragione è impossibile, dunque una tale essenza esiste.
Al giorno d'oggi per conoscere un uomo bisogna mangiare sette salme di sale.
Mangia solo e soltanto ciò che ti piace di più. Solo e soltanto nei tre pasti: colazione, pranzo e cena. Nulla fuori dai pasti.
È arduo discutere con lo stomaco, che non ha orecchie.
Anche per desinare bisogna saper far uso dei princìpi della scienza.
Il ricco mangia, il povero si nutre.
Al ristorante il piatto del giorno va bene a condizione di sapere in che giorno è stato preparato.
Chi mangia poco vive di più.
Noi siamo gli infelici schiavi del nostro stomaco.
Noi siamo in verità molto più di ciò che mangiamo, ma ciò che mangiamo può nondimento aiutarci ad essere molto più di ciò che siamo.
Gli uomini malvagi vivono per poter mangiare e bere; i buoni mangiano e bevono per vivere.