Il vero male è l'indifferenza.- Madre Teresa di Calcutta
Il vero male è l'indifferenza.
La gioia è la speranza di una felicità eterna.
La fede che passa all'azione diventa amore, e l'amore che si trasforma in azione diventa servizio.
L'aiutare a riflettere sulla vita rientra nella missione della Chiesa, che gode nel vedere gli adolescenti sbocciare come fiori al sole, primizia del frutto abbondante che verrà.
Non abbiamo bisogno di pistole e bombe per portare la pace, abbiamo bisogno di amore e compassione.
Se non conoscete nel profondo del cuore che Gesù ha sete di voi, non potete cominciare a conoscere ciò che egli vuole essere per voi, e ciò che egli vuole voi siate per lui.
Passare senza ascoltare il dolore della nostra gente, senza radicarci nella loro vita, nella loro terra, è come ascoltare la Parola di Dio senza lasciare che metta radici dentro di noi e sia feconda. Una pianta, una storia senza radici, è una vita arida.
Un inventore è semplicemente una persona che non prende la propria istruzione troppo seriamente.
Sei uno che sta a guardare? o uno che si mette all'opera?
Si dorme il grande sonno senza preoccuparsi di esser morti male, di esser caduti nel letame.
La forza della mafia è in quell'area grigia (ma talvolta proprio nera) che sta fra la complicità e l'indifferenza, perché conviene e perché può darti una facile assoluzione.
L'amore non è sincero se non scende in guerra: se la tengano gli altri una donna indifferente.
La perdita di cui non ci si avvede non è una perdita.
I vantaggi che abbiamo già realizzati, subito divengono ovvi, vengono dimenticati, se ne perde la coscienza ed infine non vengono più presi in considerazione, finché non ne restiamo privi.
Avrò un bell'ingannarmi e chiudere gli occhi con tutte le mie forze... Ci sarà sempre da qualche parte un cane randagio che mi impedisce di essere felice...
Vivi nell'atarassia, nella apatia, e troverai la tua felicità. Non preoccuparti mai; non volere gli entusiasmi, le forti emozioni. Siamo in un'epoca di egoismi senza individualità, e forse appunto per questo non si è inneggiato mai così forte al collettivismo.