Più che per la repressione, soffro per il silenzio del mondo.- Martin Luther King
Più che per la repressione, soffro per il silenzio del mondo.
Il mio sogno è che i miei quattro bambini possano vivere un giorno in una nazione dove non saranno giudicati dal colore della loro pelle ma dal contenuto del loro carattere.
Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti.
Se un uomo non ha ancora scoperto qualcosa per cui morire non ha ancora iniziato a vivere.
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
La vigliaccheria chiede: è sicuro? L'opportunità chiede: è conveniente? La vana gloria chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto?
Voltare pagina è la vendetta migliore.
Forse le passioni morali fuorviate sono migliori della confusa indifferenza.
Il mio atteggiamento su Hollywood è che non attraverserei la strada per tirare fuori dalla neve uno di quei dirigenti se stesse morendo dissanguato. A meno che non venga pagato per farlo. Nessuno di loro mi ha mai fatto favori.
Si è morti, si dorme il grande sonno e ci se ne fotte di certe miserie.
Chi disprezza il prossimo si preoccupa già troppo del prossimo.
Per anni Rebecca si era crogiolata nell'affetto sviscerato del padre: adesso non si parlavano quasi mai.
L'abitudine genera rassegnazione. La rassegnazione genera apatia. L'apatia genera inerzia. L'inerzia genera indifferenza.
Sono gli ingiusti quelli che dormono meglio, perché se ne fregano.
C'è in me un orribile vuoto, un'indifferenza che mi fa star male.
Spesso non si parla per timore delle reazioni. Eppure si ferisce di più con l'omissione, l'indifferenza: espressioni della forma del più terribile disprezzo.