La perdita di cui non ci si avvede non è una perdita.- Publilio Siro
La perdita di cui non ci si avvede non è una perdita.
Niente il desiderio ama più di ciò che è proibito.
Chi fa un'offerta a un morto, a quello non da nulla e toglie a sé stesso.
I debiti sono la schiavitù degli uomini liberi.
Quando ami non ragioni e quando ragioni non ami.
Lo stare zitto è la saggezza dello sciocco.
Per anni Rebecca si era crogiolata nell'affetto sviscerato del padre: adesso non si parlavano quasi mai.
La vera poesia si tiene ugualmente lontana dalla insensibilità e dal sentimentalismo.
Vivi nell'atarassia, nella apatia, e troverai la tua felicità. Non preoccuparti mai; non volere gli entusiasmi, le forti emozioni. Siamo in un'epoca di egoismi senza individualità, e forse appunto per questo non si è inneggiato mai così forte al collettivismo.
I nostri sentimenti si facevano incolori e ottusi‚ poiché ci sentivamo come perduti tra malvagità e virtù ugualmente disumane.
Ignora le piccole offese: spariranno del tutto.
Il destino di un rapporto è negli indizi degli inizi. I dettagli sono sempre presenti all'origine delle cose, li ignoriamo volutamente.
Se non ci si interessa di quello che succede, se ne diventa responsabili.
La forza dell'indifferenza! È quella che ha permesso alle pietre di durare immutate per milioni di anni.
Ogni vita volta verso il denaro è una morte. La rinascita è nel disinteresse.
Quanti deserti, anche oggi, l'essere umano deve attraversare! Soprattutto il deserto che c'è dentro di lui, quando manca l'amore di Dio e per il prossimo, quando manca la consapevolezza di essere custode di tutto ciò che il Creatore ci ha donato e ci dona.