Tutta questa letteratura cattolica, preghiera supplicante, rispecchia il rapporto tra il servo e il padrone di vecchio tipo: un padrone insolente e vanitoso. Continuo lustramento di scarpe. Ma Dio non ha scarpe.
- Massimo Bontempelli
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Il nostro commento
In questo brano, Massimo Bontempelli critica la visione tradizionale della divinità come un padrone autoritario che richiede sottomissione e adorazione. La metafora delle scarpe da lucidare rappresenta l'idea di una relazione asimmetrica tra Dio e i suoi fedeli, dove questi ultimi sono costretti a piegarsi ai desideri del loro 'padrone'. Bontempelli insinua che questa concezione è ingenua o persino ridicola. Inoltre, suggerisce un'interpretazione più profonda della divinità come qualcosa di altrimenti incomprensibile e non soggetto a simili metafore umane, poiché 'Dio non ha scarpe'.
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