Riempivamo gli abissi tra cose opposte, e li aprivamo tra cose affini.- Robert Musil
Riempivamo gli abissi tra cose opposte, e li aprivamo tra cose affini.
La nostra civiltà è un tempio di ciò che non sorvegliato sarebbe chiamato follia, ma è anche il luogo dov'è tenuto sotto sorveglianza.
Ulrich è alle prese con il suo (e della sua generazione) vuoto di poter essere, con un'apatica rassegnazione.
Poiché possedere delle qualità presuppone una certa soddisfazione di constatarle reali, è lecito prevedere come a uno cui manchi il senso della realtà anche nei confronti di se stesso, possa un bel giorno capitare di scoprire in sé l'uomo senza qualità.
L'uomo dotato di un comune senso di realtà è come un pesce che abbocca all'amo e non vede la lenza, mentre l'uomo dotato di quel senso di realtà che si può chiamare anche senso di possibilità, tira la lenza e non immagina neppure che vi sia attaccata un'esca.
Idealità e morale sono i mezzi migliori per colmare il gran buco che si chiama anima.
Le grandi emozioni incomprensibili fanno paura, almeno a me.
In un universo infinito, c'erano troppe cose che sfuggivano alla comprensione umana.
Gli inglesi sono difficili da capire quasi quanto i ricchi.
Sono contro la religione perché ci insegna a essere soddisfatti della nostra incomprensione del mondo.
Lo scrittore che trascura la punteggiatura o che non la sa usare corre il rischio di non essere capito, e questo, per comune convinzione, non è altro che il risultato della negligenza o dell'ignoranza.
Il Poeta è come lui, principe dei nembi che sta con l'uragano e ride degli arcieri; fra le grida di scherno esule in terra, con le sue ali da gigante non riesce a camminare.
Solo dall'oscurità può emergere la luce piena, per cui solo ciò che amo profondamente mi appare colmo di lati oscuri.
Non so perché, ma mi piace il sassofono.
Sono un uomo semplice, io. Dev'essere per questo che sono un incompreso.
Non mi capiscono: io non sono la bocca che fa per questi orecchi.