L'uomo è una specie di stecca nel grande concerto della natura.- Anacleto Verrecchia
L'uomo è una specie di stecca nel grande concerto della natura.
L'ottimismo è la cataratta dello spirito.
Gli occhi? Si dice che siano lo specchio dell'anima; ma, se si pensa alla falsità dei rapporti umani, se ne deve dedurre che essi servano più per spiare gli altri che per rivelare se stessi.
Come l'amore va cercato fuori del matrimonio, così la cultura va cercata fuori delle sue istituzioni.
Il mondo è un condominio tra la malvagità e la pazzia: l'una regna e l'altra comanda.
L'uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo.
Viene la voglia di definire l'uomo come un essere ragionevole che si indispettisce tutte le volte che gli è imposto di agire a seconda dei dettami della ragione.
L'uomo è sempre invisibile, l'uomo si trova sempre dietro le cose che fa.
L'uomo di retto intendimento e di animo generoso non aggredisce, ma non indietreggia.
Non è grave se gli uomini non ti conoscono, è grave se tu non conosci gli uomini.
È molto meno raro trovare uomini senza virtù che uomini senza difetti.
L'uomo è dappertutto il nemico di sé stesso, il proprio segreto e subdolo nemico.
Gli uomini quando sono tristi si limitano a piangere sulla propria situazione. Quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose.
L'uomo di questo tempo ha il cuore duro e la pancia sensibile.
La grandezza dell'uomo è di essere un ponte e non uno scopo: nell'uomo si può amare che egli sia una transizione e un tramonto.