Chi si ferma è perduto.- Benito Mussolini
Chi si ferma è perduto.
La massa per me non è altro che un gregge di pecore, finché non è organizzata. Non sono affatto contro di essa. Soltanto nego che essa possa governarsi da sé. Ma se la si conduce, bisogna reggerla con due redini: entusiasmo e interesse. Chi si serve solo di uno dei due, corre pericolo.
Le parole in determinati momenti possono essere dei fatti.
Il credo del fascista è l'eroismo, quello del borghese l'egoismo.
La stampa più libera del mondo è la stampa italiana. Il giornalista italiano è libero perché può esercitare funzioni di controllo, critica, propulsione.
I popoli che non amano portare le proprie armi finiscono per portare le armi degli altri.
L'anello, se lo si tiene al dito, s'assottiglia.
Mi piego ma non mi spezzo.
Quindi date la colpa del fallimento non agli ostacoli, ma alla mancanza di sforzo incessante.
Possiamo vincere o perdere, ma facciamo sempre del nostro meglio e almeno abbiamo una possibilità di essere di nuovo liberi.
O cielo! Se solo l'uomo fosse costante, sarebbe perfetto.
Possiamo essere costantemente preparati al peggio, e costantemente operare per il bene; forti abbastanza per vincere una guerra, e saggi abbastanza per prevenirne una.
L'incudine non ha paura del martello.
Il primo, e quasi esclusivo, compito di un governo dev'essere la stabilità della moneta.
Seppi da Wacherio che il Bruno fu abbruciato in Roma e che sopportò con costanza il supplicio, asserendo che tutte le religioni sono vane e che Iddio s'immedesima col mondo, col circolo e col punto.
Non ama veramente chi non ama costantemente.