L'ubriachezza è un suicidio temporaneo.- Bertrand Russell
L'ubriachezza è un suicidio temporaneo.
È essenziale per la felicità che il nostro modo di vivere sia determinato dai nostri impulsi profondi e non dai gusti e dai desideri accidentali di coloro che il caso ha voluto fossero nostri vicini, o persino nostri parenti.
Solitamente il megalomane, sia pazzo che nominalmente sano, è il prodotto di qualche profonda umiliazione.
La moralità delle relazioni sessuali, quando è libera da superstizioni, consiste essenzialmente nel rispetto per l'altra persona, nel non volerla usare soltanto per il piacere personale, senza riguardo per i suoi desideri.
La fatica puramente fisica, purché non sia eccessiva, tende a essere una causa di felicità; favorisce un sonno quieto e profondo e un buon appetito e dà gusto ai piaceri possibili nei giorni di vacanza. Ma quando è eccessiva diventa un male assai grave.
Solo sulle salde fondamenta di un'inflessibile disperazione si può d'ora innanzi costruire l'edificio dell'anima.
L'ubriachezza è una vera sepoltura dello spirito dell'uomo, e del suo discernimento.
Un uomo che si rende ridicolo quando è ubriaco non possiede l'arte dell'ubriacarsi.
Un ubriaco è molto più felice d'un astemio ed è per questo che molti infelici si danno al bere.
Se vuoi sapere dov'è Dio, chiedilo a un ubriaco.
L'ubbriachezza è madre dell'allegrezza.
L'ubriachezza non è altro che una pazzia volontaria.
Ogni ubriacone è la temperanza stessa, quando beve acqua.
Si riesce a fingere bene di essere ubriachi soltanto se si è bevuto molto vino.
È meglio dormire con un cannibale sobrio che con un cristiano ubriaco.