L'ubbriachezza è madre dell'allegrezza.- Giacomo Leopardi
L'ubbriachezza è madre dell'allegrezza.
Nell'universale miseria della condizione umana, e nell'infinita vanità di ogni suo diletto e vantaggio, la gloria è giudicata dalla miglior parte degli uomini il maggior bene che sia concesso ai mortali, e il più degno oggetto che questi possano proporre alle cure e alle azioni loro.
Non gli uomini solamente, ma il genere umano fu e sarà sempre infelice di necessità. Non il genere umano solamente ma tutti gli animali. Non gli animali soltanto ma tutti gli altri esseri al loro modo. Non gl'individui, ma le specie, i generi, i regni, i globi, i sistemi, i mondi.
La noia è la più sterile delle passioni umane. Com'ella è figlia della nullità, così è madre del nulla: giacché non solo è sterile per sé, ma rende tale tutto ciò a cui si mesce o avvicina.
Il sentimento della vendetta è così grato, che spesso si desidera d'essere ingiuriato per potersi vendicare, e non dico già solamente da un nemico abituale, ma da un indifferente, o anche, massime in certi momenti d'umor nero, da un amico.
La felicità consiste nell'ignoranza del vero.
Un uomo che si rende ridicolo quando è ubriaco non possiede l'arte dell'ubriacarsi.
È sempre difficile discorrere con un ubriaco; inutile negarlo, chi non ha bevuto si trova in uno stato d'inferiorità.
È meglio dormire con un cannibale sobrio che con un cristiano ubriaco.
Si riesce a fingere bene di essere ubriachi soltanto se si è bevuto molto vino.
L'ubriachezza è una vera sepoltura dello spirito dell'uomo, e del suo discernimento.
Un ubriaco è molto più felice d'un astemio ed è per questo che molti infelici si danno al bere.
L'ubriachezza non è altro che una pazzia volontaria.
L'ubriachezza è un suicidio temporaneo.
Se vuoi sapere dov'è Dio, chiedilo a un ubriaco.