Se vuoi sapere dov'è Dio, chiedilo a un ubriaco.- Charles Bukowski
Se vuoi sapere dov'è Dio, chiedilo a un ubriaco.
Ero alla bancarotta, il governo era alla bancarotta, il mondo era alla bancarotta. Ma chi cazzo li aveva, i fottuti soldi?
Dovevamo mangiare. E mangiare e rimangiare. Eravamo tutti disgustosi, condannati ai nostri compitini sporchi. Mangiare, scoreggiare, grattarci, sorridere e santificare le feste.
Detesto i prati perché tutti li hanno, come tutti ascoltano un certo tipo di musica. La gente ha i prati davanti alle case perché non ha nient'altro da fare. Non so in Europa, ma qui tutti hanno un prato. E quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri si diventa tutti gli altri.
Qualsiasi attività creativa complessa (dipingere, scrivere poesie, svaligiare banche, fare il dittatore e cinsi via) ti conduce al punto in cui pericolo e miracolo sono come fratelli siamesi. Raramente arrivi al traguardo, ma durante il tragitto hai modo di trovare la vita interessante.
L'ubriachezza è una vera sepoltura dello spirito dell'uomo, e del suo discernimento.
Ogni ubriacone è la temperanza stessa, quando beve acqua.
L'ubriachezza è un suicidio temporaneo.
Si riesce a fingere bene di essere ubriachi soltanto se si è bevuto molto vino.
L'ubbriachezza è madre dell'allegrezza.
L'ubriachezza non è altro che una pazzia volontaria.
Un uomo che si rende ridicolo quando è ubriaco non possiede l'arte dell'ubriacarsi.
Un ubriaco è molto più felice d'un astemio ed è per questo che molti infelici si danno al bere.
È sempre difficile discorrere con un ubriaco; inutile negarlo, chi non ha bevuto si trova in uno stato d'inferiorità.