A perdere potere si guadagna in serenità.- Carl Gustav Jung
A perdere potere si guadagna in serenità.
Noi siamo un processo psichico che non controlliamo, o che dirigiamo solo parzialmente. Di conseguenza, non possiamo pronunciare alcun giudizio conclusivo su noi stessi o sulla nostra vita.
Come l'individuo non è assolutamente un essere unico e separato dagli altri, ma è anche un essere sociale, così la psiche umana non è un fenomeno chiuso in sé e meramente individuale, ma è anche un fenomeno collettivo.
L'arte è una specie di impulso innato che cattura l'essere umano e lo trasforma nel suo stesso strumento. Per svolgere questo difficile compito gli è a volte necessario sacrificare la felicità e qualunque cosa che renda la vita degna di essere vissuta per l'uomo comune.
Dentro di noi abbiamo un'Ombra: un tipo molto cattivo, molto povero, che dobbiamo accettare.
La psiche inconscia ha questo di caratteristico: che basta a sé stessa e non conosce rispetti umani. Ciò che è caduto una volta nell'inconscio vi viene trattenuto, ne soffra o non ne soffra la coscienza.
I momenti sereni di oggi sono i pensieri tristi di domani.
Per essere sereni, bisogna conoscere i confini delle nostre possibilità, e amarci come siamo.
State sereni tutto cambierà domani avremo tutti una casa di quattro o cinque vani.
Tutte le cose sono meno difficili per chi le affronta con maggiore serenità.
Alla serenità nulla contribuisce meno della ricchezza e nulla più della salute.
Egli sembra, anche nell'aspetto, una di quelle foreste sul lido del mare, le quali, anche nella più quiete serenità, pare che si contorcano alle raffiche del libeccio.
Il dono della serenità è nascosto nel cuore di ciascuno di noi.
In fondo vi è serenità soltanto dove vi è vittoria.
La serenità è il frutto della rassegnazione all'incertezza.
Come un lago profondo, calmo e trasparente, così sereni divengono i saggi, che hanno ascoltato la verità del dharma.