Parlare è da stupidi, tacere è da codardi, ascoltare è da saggi.- Carlos Ruiz Zafón
Parlare è da stupidi, tacere è da codardi, ascoltare è da saggi.
Il vino rende stolto il saggio e saggio lo stolto.
Non si pensa nemmeno che si invecchierà, né che il tempo passi, né che, dal giorno in cui nasciamo, camminiamo verso un'unica fine.
Passata la prima gioventù, ci si rende conto della fragilità della propria esistenza.
È facile giudicare gli altri, ma ci rendiamo conto di quanto sia meschino il nostro disprezzo solo quando li abbiamo persi, quando ce li portano via.
Lo sciocco non perdona e non dimentica. L'ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona, ma non dimentica.
Ciascuno di noi ogni tanto è cretino, imbecille, stupido o matto. Diciamo che la persona normale è quella che mescola in misura ragionevole tutte queste componenti, questi tipi ideali.
Nella vita attuale il mondo appartiene solo agli stupidi, agli insensibili e agli agitati. Il diritto a vivere e trionfare oggi si conquista quasi con gli stessi requisiti con cui si ottiene il ricovero in manicomio: l'incapacità di pensare, l'amoralità e l'ipereccitazione.
La sua nuova stupidità è ciò che permette a ogni epoca di irridere le stupidità precedenti.
Ma poi mi rendo conto che il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare che il male si annidi come possibilità rimossa del seno stesso della Divinità, ma la Divinità non può ospitare e concepire la Stupidità.
I più poveri di tutti sono gli stupidi.
Non attribuite mai alla sottigliezza quello che è sufficientemente spiegato dalla stupidità.
Quando si è giovani si teme di passare per stupidi; nell'età matura si teme di esserlo.
Più so, più so di non sapere.
Fin da bambino era stato un cretino precoce.