Che differenza c'è fra ciò che non sarà mai e ciò che non è mai stato?- Cormac McCarthy
Che differenza c'è fra ciò che non sarà mai e ciò che non è mai stato?
La guerra c'è sempre stata. Prima che nascesse l'uomo, la guerra lo aspettava. Il mestiere per eccellenza attendeva il suo professionista per eccellenza. Così era e così sarà.
La gente si preparava sempre al domani. A me sembrava assurdo. Il domani non si stava certo preparando per loro. Non sapeva neppure che esistessero.
Nessuna lista di cose da fare. Ogni giornata sufficiente a se stessa. Ogni ora. Non c'è un dopo. Il dopo è già qui. Tutte le cose piene di grazia e bellezza che ci portiamo nel cuore hanno un'origine comune nel dolore. Nascono dal cordoglio e dalle ceneri.
Quando non ti resta nient'altro imbastisci cerimoniali sul nulla e soffiaci sopra.
Si affronta il futuro col proprio passato.
Ogni azienda del futuro sarà nel settore della cura eccellente.
Un giorno, magari non nelle prossime settimane, ma di certo in un futuro possibile, qualcuno sarà in grado di rivolgersi a me senza infilare la parola «stronzo» in qualche punto della frase.
Crediamo di sapere cosa scriveremo sulle pagine dei giorni futuri, oppure crediamo addirittura di essere già alla fine del libro... ma c'è sempre una pagina che ci sorprende.
In simili secondi di decisione a volte si compiono interi futuri.
Più che guardare al passato siamo sempre intenti verso il futuro.
C'è una dualità che può essere perseguita ed è correlata ad una dualità tra passato e futuro, e le nozioni di controllo e di conoscenza. Così possiamo avere conoscenza del passato, ma non possiamo controllarlo; possiamo controllare il futuro, ma non si ha alcuna conoscenza di esso.
Il futuro lo conoscerete quando sarà arrivato; prima di allora, dimenticatelo.
Quando guardo al futuro è talmente splendente che mi brucia gli occhi.
Il presente sarebbe pieno di tutti i futuri, se il passato non vi proiettasse già una storia.