Il confine tra una democrazia partecipata e una democrazia autoritaria è molto labile.- Daniele Vicari
Il confine tra una democrazia partecipata e una democrazia autoritaria è molto labile.
La gravità dei fatti accaduti dentro la scuola Diaz e nella caserma Bolzaneto, per me, da soli, bastano per mettere in discussione il luogo comune che viviamo in un paese democratico.
Stiamo scivolando verso una forma di gestione della cosa pubblica che è fuori da ogni controllo democratico.
Il film svolge una funzione di presa di coscienza. Questo è il massimo che si può chiedere a un film.
Soltanto sotto una dittatura riesco a credere nella democrazia.
Il sogno della democrazia è di innalzare il proletario al livello di stupidità raggiunto dai borghesi.
La democrazia è l'arte e la scienza di far funzionare il circo dalla gabbia delle scimmie.
Il gran vantaggio di un governo democratico è che il merito, sostenuto dalle amicizie influenti, ha quasi la certezza di trovare la sua giusta ricompensa.
Nessuna democrazia dotata di libera stampa ha mai sofferto una carestia.
La democrazia è una forma piacevolissima di governo, piena di varietà e di disordine, e dispensa una sorta d'eguaglianza agli eguali come agli ineguali.
La democrazia è solo un sogno: dovrebbe essere posta nella stessa categoria dell'Arcadia, di Babbo Natale e del Paradiso.
Quale comunità può stare in piedi se la minoranza non si adegua alle decisioni prese insieme, con un voto democratico? Non è un fatto di disciplina, ma di buon senso.
La democrazia, se non ha un orizzonte su cui fondarsi e non ha dei protagonisti che si riferiscano a dei parametri etici, perde di vista il bene comune.
Non violenza e democrazia politica devono vivere quasi come sinonimi. Da un secolo non vi sono guerre tra democrazie, diritto e libertà sono la prima garanzia. E il pacifismo storico, nei fatti, lo ha sempre ignorato.