Il suicidio è la forma più sincera di autocritica.- Donald Kaul
Il suicidio è la forma più sincera di autocritica.
Il pensiero del suicidio è un energico mezzo di conforto: con esso si arriva a capo di molte cattive notti.
Le tarme che scelgono il suicidio vanno a posizionarsi nella manica, sotto l'ascella.
Nessuno ha mai scritto, dipinto, scolpito, modellato, costruito o inventato se non, di fatto, per uscire dall'inferno.
L'ossessione del suicidio è caratteristica di colui che non può né vivere né morire, e che non distoglie mai l'attenzione da questa duplice impossibilità.
Avevo tutto. Soldi, fama, auto, donne. Eppure mi sentivo infelice. Forse perché i valori a cui mi aggrappavo erano falsi. Mi tornavano in mente le biografia di Marilyn e James Dean, di tante star che al culmine della celebrità avevano trovato la morte, magari suicidandosi.
Suicidarsi! Ma si passa la vita a farlo!
Non mi fare viaggiare, non mi spostare, sono salita qua sopra per togliermi.
Era così depresso, che ha cercato di suicidarsi inalando vicino ad un armeno.
- Dottoressa Melfi: È stato un tentativo di suicidio? O forse si è trattato di un gesto simbolico? Un piccolo taglio, si usa dire in ambiente medico.- Tony Soprano: E il grosso taglio qual è? Segarsi la carotide?- Dottoressa Melfi: È un grido d'aiuto comunque.
Epitaffio del suicida: veni vidi fugi.