L'atto di scrivere tende, per sé stesso, a logicizzare il pensiero.- Edgar Allan Poe
L'atto di scrivere tende, per sé stesso, a logicizzare il pensiero.
Quelli che sognano di giorno sono consapevoli di tante cose che sfuggono a quelli che sognano solo di notte.
Perché la tartaruga ha il passo sicuro, è questa una ragione per tagliare le ali dell'aquila?
Se si guarda troppo fisso una stella, si perde di vista il firmamento.
Anche la più sfacciata fortuna deve pur finire col sottomettersi al coraggio mai stanco della filosofia, come la più tenace città all'assedio senza tregua di un nemico.
Tanto cocciuta è la gente da disprezzare tutto ciò che sappia di semplicità.
Il vero problema dello scrivere non è tanto di sapere ciò che dobbiamo mettere nella pagina, ma ciò che da questa dobbiamo togliere.
Un modo per arricchire un personaggio, per dargli spessore, è quello di far parlare di lui altri differenti personaggi: ognuno avrà il suo modo di vederlo e di considerarlo.
Bisognerebbe scrivere ogni volta come si scrivesse per la prima e per l'ultima volta. Dire quanto sarebbe giusto per un congedo e dirlo così bene come per un debutto.
Saper scrivere così è un privilegio ma anche una responsabilità. Se uno ha un dono come il tuo non ha il diritto di sprecarlo.
Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.
Il pubblico non ha l'obbligo di essere grato alle persone senza talento della fatica che fanno a scrivere.
Che non si pensa se non quando ci si siede per scrivere è la causa del gran numero di opere mediocri.
Ho scritto t'amo sulla sabbia. Del gatto.
Scrivere rientra nelle prestazioni del trapezista da triplo salto mortale senza rete.
Il processo creativo in se stesso è già un'attività estremamente piacevole: per me è divenuta come una droga della quale non posso farne a meno. Generalmente lavoro per un anno, poi mi concedo sei mesi di relax e di viaggi. Trascorsa questa pausa, comincio ad attendere con ansia l'ispirazione.