L'atto di scrivere tende, per sé stesso, a logicizzare il pensiero.- Edgar Allan Poe
L'atto di scrivere tende, per sé stesso, a logicizzare il pensiero.
È veramente da mettere in dubbio che l'intelligenza umana possa creare un cifrario che poi l'ingegno non riesca a decifrare con l'applicazione necessaria.
Tanto cocciuta è la gente da disprezzare tutto ciò che sappia di semplicità.
Oggi sono in catene e sono qui. Domani sarò senza ceppi... ma dove?
Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato.
L'enorme moltiplicarsi dei libri in ogni ramo dello scibile è uno fra i peggiori flagelli dell'età nostra, uno dei più seri ostacoli al raggiungimento d'ogni conoscenza positiva.
Forse ho un carattere complicato, ma se non metto le cose nero su bianco non riesco a pensare.
È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla.
Scrivere versi è come cantare sotto la doccia. Un fatto intimo.
Scrivo perché mi piace scrivere. E mi piace scrivere perché facendolo mi sento vivere oltre che esistere.
Scrivere prosa non dovrebbe essere diverso dallo scrivere poesia; in entrambi i casi è ricerca d'un'espressione necessaria, unica, densa, concisa, memorabile.
La disattenzione è il modo più diffuso di leggere un libro, ma la maggior parte dei libri oggi non sono soltanto letti ma scritti con disattenzione.
Il processo creativo in se stesso è già un'attività estremamente piacevole: per me è divenuta come una droga della quale non posso farne a meno. Generalmente lavoro per un anno, poi mi concedo sei mesi di relax e di viaggi. Trascorsa questa pausa, comincio ad attendere con ansia l'ispirazione.
Qualunque cosa un poeta scriva con entusiasmo e ispirazione divina è bello.
Scrivere mi consente di rimanere integra e di non perdere pezzi lungo il cammino.
Scrivere è una forma sofisticata di silenzio.