Poiché ricordo, dispero. Poiché ricordo, ho il dovere di respingere la disperazione.- Elie Wiesel
Poiché ricordo, dispero. Poiché ricordo, ho il dovere di respingere la disperazione.
Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l'oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.
Il fanatismo è cieco, rende sordi e ciechi. Il fanatico non pone delle domande, non conosce il dubbio: egli sa, pensa di sapere.
Ai più bassi livelli della politica e al più alto livello della spiritualità il silenzio non aiuta mai la vittima, il silenzio aiuta sempre l'aggressore.
Ci posso essere momenti in cui siamo impotenti a prevenire l'ingiustizia, ma ci non ci deve mai essere un momento in cui manchiamo di protestare.
La neutralità favorisce sempre l'oppressore, non la vittima.
Il suo amore aveva raggiunto un punto tale da farla infine sentire infelice, disperata.
La lotta e la ribellione comportano sempre una certa dose di speranza, mentre la disperazione è muta.
L'abitudine alla disperazione è peggiore della disperazione stessa.
Credo nel rumore di chi sa tacere, che quando smetti di sperare inizi un pò a morire.
La gente del ceto medio è disperata ormai e ciò può portare un uomo a crollare.
La disperazione è solo per coloro che vedono la fine senza dubbio possibile.
Più che in ogni altra epoca della storia, il genere umano si trova a un bivio. Una strada conduce allo sconforto e alla disperazione più assoluta; l'altra, alla totale estinzione. Preghiamo il cielo che ci dia la saggezza di fare la scelta esatta.
In questa terra di lacrime, ci restano due piaceri: amare una bella donna e fumare un sigaro toscano.
Devi piagere dentro, come gli eroi.
Non disperare. Ogni sconfitta getta i semi della vittoria.