Ho avuto sempre pochissime idee, ma in compenso fisse.- Fabrizio De André
Ho avuto sempre pochissime idee, ma in compenso fisse.
L'autunno negli occhi, l'estate nel cuore, la voglia di dare, l'istinto di avere, e tu... tu lo chiami amore e non sai che cos'è, e tu... tu lo chiami amore e non ti spieghi il perché.
Ci sarà allegria anche in agonia col vino forte: porterà sul viso l'ombra d'un sorriso tra le braccia della morte.
Non mi sento responsabile d'essere migliore degli altri. Ciò che non sopporto è di provare piacere nel dimostrarlo.
Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame.
E per tutti il dolore degli altri è dolore a metà.
Dove il soldato tedesco mette piede, là resta!
Ecco il mio motto: progresso costante. Se Dio avesse voluto che l'uomo indietreggiasse, gli avrebbe messo un occhio dietro la testa. Noi guardiamo sempre dalla parte dell'aurora, del bocciolo, della nascita.
Il successo è la somma di piccoli sforzi, ripetuti giorno per giorno.
C'è stata tanta fatica, costanza, voglia di sacrificarsi e sacrificare molto. Mi alleno tutti i giorni. Ti alleni duramente, non c'è altro modo. Ma vivi per questo e ne sei felice.
L'uso continuo dedicato ad una cosa, spesso vince l'ingegno e l'arte.
L'arte di amare è per gran parte arte della persistenza.
Il privilegio dei registi è quello di poter rimanere degli eterni studenti.
Se lavoro costantemente su un certo esercizio, alla fine non mi sembra rischioso. L'idea è che l'esercizio resti pericoloso e sembri pericoloso per le mie paure, ma non per me. Il duro lavoro lo ha reso semplice. Questo è il mio segreto. Ecco perché vinco.
Uno sforzo continuo - non la forza o l'intelligenza - è la chiave che sprigiona il nostro potenziale.
Sono costantemente impegnato con e per la musica. E' parte del mio DNA.