Cinema. Prigione per gli occhi.- Franz Kafka
Cinema. Prigione per gli occhi.
Un credo è come una ghigliottina, altrettanto pesante, altrettanto leggero.
Una fede lieve e pesante come la mannaia di una ghigliottina.
Il suicida è un carcerato che, nel cortile della prigione, vede una forca, crede erroneamente che sia destinata a lui, evade nottetempo dalla sua cella, scende giù e s'impicca da sé.
La nostra arte è un essere abbagliati dalla verità: vera è la luce sul volto che arretra con una smorfia, nient'altro.
I bambini fanno paura quando le loro parole e le intenzioni sono cariche del sapere degli adulti.
Ho sempre rifiutato le offerte teatrali, perché ritengo che il vero attore sia quello di teatro, che apre il palcoscenico e, se sbaglia una sillaba, viene buttato fuori dal pubblico. Nel cinema, al quarantesimo ciak, anche una scimmia riesce a far bene la scena.
Amo l'arte, mi piace recitare, cantare e ballare. Ci sono tanti aspetti del mondo del cinema che mi piacerebbe esplorare in futuro.
Il cinema è solo una moda passeggera. È il dramma in lattina. Il pubblico vuole vedere storie di carne e di sangue rappresentate in palcoscenico.
Vorrei tre vite: col cinema forse ne assecondo l'illusione.
La morte non è che un'abolizione dello spazio e del tempo. Questo è anche il fine del cinema.
Quando entri in un meccanismo come quello del cinema, è estremamente difficile uscirne. Il teatro rimane uno dei cardini principali nel cinema, la mia esperienza teatrale rimane un fatto fondamentale. È stata la base.
Il cinema ha questo di salutare: anche se la voglia originaria si è dileguata, la realizzazione comporta una tale serie di problemi concreti che vai avanti a fare la cosa senza renderti conto di non ricordarla più. Il film lo giri senza sapere esattamente di che si tratta.
Chiunque controlli il cinema, controlla il mezzo più potente di penetrazione delle masse!
Il cinema non produce arte, crea al massimo cultura.
Tutto ciò che conta nel cinema è inspiegabile.