Se si sappia vivere da vinti, lo si è un po' meno.- Guido Ceronetti
Se si sappia vivere da vinti, lo si è un po' meno.
La Terra desolata, senza uomini, soltanto l'amore dell'uomo per se stesso la immagina in preda alla desolazione. In realtà, la Terra è desolata di non essere desolata. Purtroppo, di una Terra realmente desolata, non conosceremo mai la profonda allegria.
La collera, nel civilizzato, rientra quasi sempre. Non viene espulsa, lo attossica. Siamo tutti botteghe chiuse di collere rientrate; le botteghe chiuse sono uno spettacolo triste.
Se l'aborto è omicidio, avrà almeno l'attenuante della legittima difesa.
Non capire il senso profondo e la centralità dell'inquinamento è, qualunque sia il sapere ecc., una prova di idiozia.
Alla pena di morte si può sostituire come cerimonia compensatrice finalmente incruenta la maledizione pubblica.
Vivere senza di lui sarebbe stato, per sempre, la sua occupazione fondamentale, e da quel momento le cose avrebbero avuto ogni volta un'ombra, per lei, un'ombra in più, perfino nel buio, e forse soprattutto nel buio.
Vivere è verificare.
Che cosa servono a quel tizio ottant'anni trascorsi nell'inerzia? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita, e non è morto tardi, ma lentamente.
Chi vive troppo tempo in un luogo perfetto finisce per annoiarsi.
Tutto quello che deve avvenire è incerto: vivi senza indugio.
Vivere significa sempre tendere in avanti, verso l'alto, verso la perfezione, e raggiungerla.
Gli esseri spirituali hanno per gli aspetti pratici della vita il medesimo atteggiamento degli ignoranti per i libri: non ne capiscono niente.
Bisogna seguire ciò che è comune: ma pur essendo comune il logos, la maggioranza degli uomini vive come se essi avessero una loro propria mente.
Vivere significa nascere a ogni istante. La morte subentra quando il processo della nascita cessa.
Si può far finta di filosofare, ma non si può far finta di vivere.