Vivere è la lotta, il rischio, la tenacia.- Benito Mussolini
Vivere è la lotta, il rischio, la tenacia.
L'archietettura è la sintesi di tutte le arti.
I popoli che non amano portare le proprie armi finiscono per portare le armi degli altri.
Per il Fascismo la tendenza all'impero, cioè all'espansione delle nazioni, è una manifestazione di vitalità; il suo contrario, o il piede di casa, è un segno di decadenza.
La massa per me non è altro che un gregge di pecore, finché non è organizzata. Non sono affatto contro di essa. Soltanto nego che essa possa governarsi da sé. Ma se la si conduce, bisogna reggerla con due redini: entusiasmo e interesse. Chi si serve solo di uno dei due, corre pericolo.
Quando mancasse il consenso, c'è la forza.
La lotta incessante per spazio e cibo.
Si immagini da qualche parte in un romanzo, questo la aiuterà a lottare contro la paura.
Non c'è alternativa alla lotta di classe.
La mia lotta particolare è la lotta contro il cinema americano, contro l'imperialismo economico ed estetico del cinema americano che manda in rovina il cinema mondiale.
Al giorno d'oggi nessuno combatte veramente contro un altro. Oggi i gruppi dirigenti fanno innanzitutto guerra ai propri sottoposti, e il fine della guerra non è quello di conseguire o impedire conquiste territoriali, ma di mantenere intatta la struttura della società.
Dammi un cazzotto, ma dammelo forte! Perché se mi rialzo poi ti mangio!
Se dobbiamo morire nella lotta, Oh! Moriamo da uomini.
Andrai a occidente e affronterai il dio che ha voltato le spalle.
Rissa? I rugbisti non fanno risse, ma cercano soltanto di conoscersi più da vicino.
Il più piccolo sforzo non è perduto. Ogni piccola onda sull'oceano porta aiuto alla bassa marea o al flusso delle onde, ogni goccia di pioggia fa saltare qualche fiorellino, ogni lotta diminuisce il dolore umano.