Viaggiare dovrebbe essere sempre un atto di umiltà.- Guido Piovene
Viaggiare dovrebbe essere sempre un atto di umiltà.
Lo scrittore deve darsi intero, soltanto a traiettoria conclusa si potrà giudicare in che punto di essa si è messo meglio a fuoco.
Il qualunquismo perde sempre, anche se spesso genera un qualunquismo nuovo; perde perché, credendosi supremamente naturale, invece è contro natura.
Uno degli uffici dell'arte è convogliare i rimpianti ed i rimorsi.
Aborro le coerenze false e la finzione delle conclusioni raggiunte.
Il processo creativo in se stesso è già un'attività estremamente piacevole: per me è divenuta come una droga della quale non posso farne a meno. Generalmente lavoro per un anno, poi mi concedo sei mesi di relax e di viaggi. Trascorsa questa pausa, comincio ad attendere con ansia l'ispirazione.
I viaggi che vale la pena di fare ti portano inevitabilmente, prima o poi, a dipendere dalla gentilezza degli sconosciuti, a metterti nelle mani di persone che non hai mai visto affidando loro la tua vita.
Un viaggio è una nuova vita con una nascita, uno sviluppo e una morte, che ci è offerta all'interno dell'altra. Approfittiamone.
Trasporta un tedesco a Kiev ed egli rimarrà un tedesco. Ma trasportalo a Miami, e ne farai un degenerato - in altre parole, un americano.
Io resto qui e certo ci resterò. È così dolce restare. Forse che la natura va all'estero?
Non si viaggia per viaggiare, ma per aver viaggiato.
Viaggiare è molto meglio quando sai che hai un'amabile casetta cui fare ritorno.
Non importa come si viaggia, mentre ancora sei in viaggio.
Il viaggiare, nei più giovani, fa parte dell'educazione; negli adulti, fa parte dell'esperienza.
Si esce dal labirinto allontanandosi dal suo centro, andando verso la periferia.