Viaggiare dovrebbe essere sempre un atto di umiltà.- Guido Piovene
Viaggiare dovrebbe essere sempre un atto di umiltà.
La persecuzione antiebraica è solo uno degli aspetti del razzismo nel mondo, ma ne è stata l'espressione più orribile.
Il qualunquismo perde sempre, anche se spesso genera un qualunquismo nuovo; perde perché, credendosi supremamente naturale, invece è contro natura.
La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme.
Una virtù è sempre un vizio trasformato.
Aborro le coerenze false e la finzione delle conclusioni raggiunte.
Guai a chi non sa viaggiare.
Credo che in futuro, ovunque mi trovi al mondo, mi chiederò se a Ngong piove.
Qualsiasi viaggio verso l'ignoto è già di per sé un'avventura.
Una volta l'anno recati in un posto dove non sei mai stato.
Chi ha bisogno di più di una valigia è un turista, non un viaggiatore.
Dal mio quarto piano sopra l'infinito, nella plausibile intimità della sera che scende, alle finestre verso lo spuntare delle stelle, i miei sogni viaggiano in sintonia con la distanza evidente per i viaggi verso paesi sconosciuti, o immaginati o soltanto impossibili.
A ogni passo che si fa in un paese straniero, ci si apre sotto gli occhi come una crepa, per la quale vediamo giù gli abissi della nostra ignoranza, e ci giunge d'in fondo una risata di compassione.
L'unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso.
A che ci serve viaggiare, se non riusciamo ad evitare noi stessi?
Viaggia più veloce chi viaggia da solo.