Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri che muoiono.- Jean-Paul Sartre
Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri che muoiono.
Già morta, già cosa, quando ancora dobbiamo viverla, la nostra epoca è sola nella storia e codesta solitudine storica influisce fin sulle nostre percezioni: ciò che noi vediamo "non ci sarà più"; si riderà delle nostre ignoranze, ci si indignerà delle nostre colpe. Quale risorsa ci rimane?
Un uomo è insieme giudice e parte in causa della sua realtà, e si ignora nella misura stessa in cui si conosce.
Ci possono essere momenti più belli, ma questo è il nostro.
Il lavoro migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio.
L'eleganza è quella qualità del comportamento che trasforma la massima qualità dell'essere in apparire.
La povertà è la consapevolezza della mancanza. La ricchezza è la consapevolezza dell'abbondanza.
Quando la povertà bussa alla porta, l'amore salta dalla finestra.
Se ciascuno si accontentasse del necessario e donasse ai poveri il superfluo, non vi sarebbero né ricchi né poveri.
Era così povera che quando si mangiava le unghie apparecchiava la tavola. Spesso prendeva qualcosa di caldo: la febbre.
Un povero ci vuol poco a farlo comparir birbone.
Così facilmente s'acquisterebbe il vivere, se il desio di accumulare denari non impoverisse gli altri.
Ogni bambino merita le migliori possibilità di riuscita, ognuno dovrebbe potere avere la possibilità di lavorare e nessuno dovrebbe crescere fra sofferenze e povertà. Io li definirei i principi associati ad ogni società civile e dignitosa.
In verità non è povertà, se è lieta; povero è non chi possiede poco, ma chi desidera di più.
La pallida morte batte ugualmente al tugurio del povero come al castello dei re.
I poveri sono il luogo teologico dove Dio si manifesta e il roveto ardente e inconsumabile da cui Egli ci parla.