Così, fondamentalmente, non so di che cosa sto parlando. Ma forse lo so.- Jenny McCarthy
Così, fondamentalmente, non so di che cosa sto parlando. Ma forse lo so.
Questo che voi chiamate ordine è uno sfilacciato rattoppo della disgregazione.
Il mero tentativo di esaminare la mia confusione consumerebbe volumi.
Non avrebbe mai potuto capirmi, perché a me piacciono troppe cose, e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all'altra finché non precipito. Questa è la notte, e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno, eccetto la mia stessa confusione.
Il primo posto dove cercare una qualsiasi cosa è l'ultimo in cui ci si aspetta di trovarla.
L'immaginazione, la vera Creatrice interiore, costruisce istantaneamente dal caos o dai frammenti sparsi della Memoria una forma a cui adattarsi.
Forse la natura è fondamentalmente brutta, caotica e complicata. Ma se è così, allora voglio uscirne.
Il disordine dà qualche speranza, l'ordine nessuna.
Il mio epitaffio potrebbe essere quel passaggio di Sade: mi ostino a vivere perché "Anche da morto io continui a essere la causa di un disordine qualsiasi".
In Italia la linea più breve tra due punti è l'arabesco.
Alieno da ogni abbandono elegìaco, Musil riscontra il disordine con la precisione dello scienziato, che viene a coincidere con la forza espressiva del poeta.