L'affermazione costante di credere è un indizio di paura.- Jiddu Krishnamurti
L'affermazione costante di credere è un indizio di paura.
La fede è qualcosa di assolutamente individuale, e non possiamo e non dobbiamo istituzionalizzarla. Se lo facciamo diventa una cosa morta, cristallizzata; diventa un credo, una setta, una religione che viene imposta ad altri.
La religione è il pensiero contorto dell'uomo fuori del quale si erigono templi per concretizzarlo.
Quando parliamo di comprensione, sicuramente essa prende posto solo quando la mente ascolta completamente - essendo la mente il tuo cuore, i tuoi nervi, le tue orecchie - quando dai ad essa la tua piena attenzione.
Per intendere la Verità bisogna avere una mente molto precisa e chiara; non una mente astuta, bensì capace di vedere senza distorsioni, una mente innocente e aperta.
La capacità di osservare senza giudicare è la più alta forma di intelligenza.
Senza immaginazione, la paura non esiste.
Il coraggio è fatto di paura.
La miseria ha questo di buono, che elimina la paura dei ladri.
Non abbiamo paura di affidare al popolo americano fatti spiacevoli, idee straniere, filosofie aliene, e valori competitivi. Una nazione che ha paura di lasciare che il suo popolo giudichi la verità e la falsità in un mercato aperto è una nazione che ha paura del suo popolo.
Il coraggio è dominare la paura, non l'assenza di paura.
La paura creò gli dei, l'audacia ha creato i re.
Io ho paura di tutto, la subisco, sono il meno indicato a parlarne. Però so che non esiste una paura senza aggettivi, si ha paura sempre di qualcosa.
Senza paura e malattia la mia vita sarebbe una barca senza remi.
Ho sempre basato le mie scelte sulla paura, o meglio sul rifiuto della paura.
La paura è una cosa indefinibile, un'emozione ingannevole e insidiosa che può causare distruzione e devastazione, se le si permette di crescere.