Nel pensare a voce alta c'è sempre una certa arroganza.- Jonathan Franzen
Nel pensare a voce alta c'è sempre una certa arroganza.
Il fascino dell'impossibile, la sicurezza delle cose senza futuro.
Perché non potevano stare zitti? Perché quella necessità di aggredire acusticamente un mondo in cui alcuni apprezzavano il silenzio?
Quando vi chiudete nella vostra stanza ad alimentare la rabbia, lo sdegno o l'indifferenza, come ho fatto io per tanti anni, il mondo e i suoi problemi vi sembrano impossibili da affrontare.
Era facile incolpare la madre. La vita era un'infelice contraddizione, desideri infiniti ma scorte limitate, la nascita come biglietto per la morte: perché non dare la colpa alla persona che ti aveva appioppato la vita?
Questo è forse il sacrilegio più grave della nostra civiltà. Abbiamo creduto che per fare un tavolo sia sufficiente il legno.
Arroganza nelle persone di merito. L'arroganza nelle persone di merito offende ancor più che l'arroganza degli uomini senza merito: perché già il merito offende.
L'innocenza poteva essere una specie di insolenza.
Mi hanno chiamato arrogante, ma dire di essere a conoscenza dei segreti dell'universo e del suo creatore è troppo pure per me.
Una cosa è pensare di essere sulla strada giusta, ma tutt'altra è credere che la tua strada sia l'unica.
I posti cosí, dove la natura era stata eliminata e scambiata con uno stupido e grottesco progetto di autoesaltazione umana, a quelli come me procuravano tristezza e dolore.
Ogni sforzo di un uomo sincero è diretto a erigere le proprie impressioni personali a delle leggi.
L'ortodossia è il mio credo, l'eterodossia è il credo di un altro.
Cosa è possibile aggiungere a una mente che è piena, specialmente una che è piena di se stessa?
Forse per questo tanti giornalisti diventano arroganti e presuntuosi da vecchi: per le umiliazioni che hanno dovuto ingoiare all'inizio del mestiere.