Ho scoperto il segreto del mare meditando su una goccia di rugiada.- Khalil Gibran
Ho scoperto il segreto del mare meditando su una goccia di rugiada.
Possiamo ancora vedere la luce di stelle che non esistono più da secoli. Così ancora ti riempie e folgora il ricordo di qualcuno che hai amato per poi vederlo andar via.
Se guardi il cielo e fissi una stella, se senti dei brividi sotto la pelle, non coprirti, non cercare calore, non è freddo ma è solo amore.
Il desiderio è metà della vita; l'indifferenza è metà della morte.
Sono come il figlio d'una povera affamata, che piange perché vuol mangiare, spinto dall'intensità della fame, incurante delle condizioni disperate della sua povera e pietosa madre, sconfitta dalla vita.
Aver paura del diavolo è uno dei modi di dubitare di Dio.
L'amore è così nessuno ne è indenne. È selvaggio, infiammato come una ferita aperta esposta all'acqua salata del mare, però quando si spezza il cuore non fa rumore.
L'oscurità della materia è come la profondità del mare che noi attraversiamo come pesci luminosi.
Fidati del tuo cuore se il mare prende fuoco - e vivi per amore anche se le stelle camminano all'indietro.
Una donna conosce la faccia dell'uomo che ama come un marinaio conosce il mare aperto.
Oh, Dio, il tuo mare è così grande e la mia barca così piccola.
Chi va al mare torna impietrito.
Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Ma nel buio... Tutto quell'infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco. Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte.
Anche noi, come l'acqua che scorre, siamo viandanti in cerca di un mare.
Degna di fiducia è la terra, infido il mare.
Al rio sottile, di tra vaghe brume, guarda il bove coi grandi occhi: nel piano che fugge, a un mare sempre più lontano migrano l'acque d'un ceruleo fiume.