La fretta, nenné, fa più danni della grandine!- Luciano De Crescenzo
La fretta, nenné, fa più danni della grandine!
La vita potrebbe essere divisa in tre fasi: Rivoluzione, Riflessione e Televisione. Si comincia con il voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali.
Piangere è facilissimo: basta tirar fuori una lacrima che subito dopo arrivano le altre. Ci si commuove del fatto che si sta piangendo.
Oggi il settanta per cento dell'umanità muore ancora di fame, e il trenta per cento fa la dieta.
Il nostro capo è tanto una brava persona, ma come tutti i milanesi ha un grosso difetto: è fissato con la puntualità. Dice sempre che se il maresciallo Grouchy fosse stato puntuale, Napoleone non avrebbe mai perso a Waterloo.
Ex è una bella parola! Essere un ex è già qualcosa. Ex combattente, ex amante, ex violinista, ex sciupafemmine. In pratica tutti gli ex, a eccezione dell'ex vivente.
La fretta è del diavolo. La lentezza è di Dio.
Vagava per l'appartamento silenzioso come il fantasma di se stessa, inseguendo senza fretta la propria lucidità. Sto impazzendo, pensava alle volte. Ma non le dispiaceva. Anzi, le veniva da sorridere, perché finalmente stava scegliendo lei.
La facilità e la velocità nel fare una cosa non danno al lavoro durevole solidità né la precisione della bellezza.
La fretta è di per sé un atteggiamento velenoso da ventesimo secolo, che tradisce indifferenza e impazienza.
Nessuno ammira la celerità più dei negligenti.
Non avevano fretta. Erano padroni del tempo, come dei sentieri, del sole e della luna.
Senza un senso di urgenza, il desiderio perde il suo valore.
Non ho fretta, perché quelli che volano con un vecchio lento biplano non possono permettersi di avere fretta.
L'uomo moderno pensa di perdere qualcosa del tempo quando non fa le cose in fretta. Però non sa che farsene del tempo che guadagna, tranne ammazzarlo.
Farlo in modo sbagliato ma velocemente almeno è meglio di farlo sbagliato lentamente.