I giorni d'autunno non raccontano storie, propongono visioni.- Mauro Corona
I giorni d'autunno non raccontano storie, propongono visioni.
Correre in ogni stagione, sulle cime dei monti, per vedere se dall'altra parte c'era un mondo migliore, un'altra vita, meno fatiche, meno paure, meno calci in culo.
Fame e freddo non fanno domande.
La dolcezza dei buoni, dei vinti, degli inermi. La dolcezza della malasorte accettata senza reclami.
Se non è allenato alla sconfitta, educato a perdere, corazzato al dolore, in pratica se non ha palle, cominciano i guai.
Come un legno che va alla deriva, incapace d'opporsi alla corrente del fiume, ignaro se l'acqua lo scaglierà sulla sponda o lo trascinerà fino al mare, così me ne andavo nella tua esistenza durante quell'autunno. La mia battaglia contro l'amore, il cancro, era ormai perduta.
Meglio un istante ad aprile che tutto un lungo mese in autunno.
L'estate stava facendo posto all'autunno tirandosi più in là, come un nonno sulla panca del focolare che si sposta per far spazio al nipote.
L'autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore.
Sarete a casa prima che le foglie cadano dagli alberi.
Per quanto ognuno veda l'autunno come una stagione già vissuta, la primavera è sempre, a tutti, una rinascita.
Nessuna bellezza di primavera, nessuna bellezza estiva ha la grazia che ho visto in un volto autunnale.
Autunno, stagione sleale.
Come un sentiero d'autunno: appena è tutto spazzato, si copre nuovamente di foglie secche.
Autunno. Il post-scriptum del sole.