Per chi è solo, il rumore è già una consolazione.- Friedrich Nietzsche
Per chi è solo, il rumore è già una consolazione.
Se l'uomo percepisce la verità in uno stato di coscienza, vedrà ovunque solo la miseria e l'assurdità della vita e un grande disgusto lo assalirà.
Non si ama più abbastanza la propria conoscenza, appena la si comunica.
La mia solitudine non dipende dalla presenza o assenza di persone; al contrario, io odio chi ruba la mia solitudine, senza, in cambio, offrirmi una vera compagnia.
L'Atene del terzo secolo, se potessimo visitarla, ci sembrerebbe quasi popolata di pazzi.
Ben poche sono le donne oneste che non siano stanche di questo ruolo.
Se questo mondo fosse popolato da esseri realmente pensanti, sarebbe impossibile che il rumore di ogni genere fosse permesso senza restrizione e abbandonato all'arbitrio, come avviene perfino per i rumori più orribili e nello stesso tempo insensati.
Federico Fellini, al contrario, quando lavorava aveva bisogno della confusione: sceglieva di essere circondato dal massimo della volgarità e della «caciaroneria». Federico Fellini si isolava all'interno del massimo del rumore e del disordine.
Il romanzo è per sua natura del «rumore», rumore intorno a qualche cosa.
Per chi è molto solo, il rumore è già una consolazione.
Russare. Dormire ad alta voce.
Se non avete mai sentito una lucidatrice, un aspirapolvere, un battitappeto, una lavapiatti e una lavabiancheria tutti contemporaneamente in azione, non sapete che cos'è l'inferno.
Un'ombra distante e appena accennata, un sospiro tenue e ripetuto come il frinire delle cicale nascoste dentro un campo di grano.
Un mio amico ha un ottimo cane da guardia. A ogni rumore sospetto, lui sveglia il cane e il cane comincia ad abbaiare.
Ogni volta che sentivo il suo profumo al melone mi sembrava di udire un rumore dentro la testa.
Il male senza voce Prese a prestito il linguaggio del bene E lo ridusse a mero rumore.