Sto preparando lo striscione del Milan Club Marsiglia. C'è già lo sponsor: l'Enel.- Peppino Prisco
Sto preparando lo striscione del Milan Club Marsiglia. C'è già lo sponsor: l'Enel.
La Juventus è come una malattia che uno si trascina dall'infanzia. Alla lunga ci si rassegna.
A Milano ci sono due squadre: l'Inter e la primavera dell'Inter.
Ho una scaramanzia. La domenica compro la Settimana enigmistica e cerco di risolvere i quesiti della sfinge. Credo che riuscendoci l'Inter poi vinca.
Noi non sopportiamo che un toro si comporti davanti al panno rosso come una vacca.
Sulla terra non ero abbastanza bravo, ecco tutto. Per due o tre match potevo battere chiunque, poi mi spazientivo, volevo fare il punto. Sul rosso, invece, vince chi non fa l'ultimo errore. E poi ero troppo alto e pesante per la terra: passavo due turni ed ero cotto come un pugile suonato!
Era l'anno dei mondiali quelli dell'86 Paolo Rossi era un ragazzo come noi.
Il rosso è il colore dell'amore.
Feroci atti sveglia! Non per collera non per rovina o la rossa aurora.
Gli dei sono esseri egoisti che vanno su e giù con piccoli mantelli rossi e non condividono il potere con l'umanità!
C'era una volta una bambina di villaggio, la più carina che si potesse vedere; la mamma ne farneticava, e la nonna anche più. Questa buona donna le fece fare un cappuccetto rosso così aggraziato ed acconcio, che dapertutto la si chiamava Cappuccetto rosso.
Quelle bambine bionde, con quegli anellini alle orecchie, tutte spose che partoriranno uomini grossi come alberi, che quando cercherai di convincerli allora lo vedi che sono proprio di legno.
Quanto è magico entrare in un teatro e vedere spegnersi le luci. Non so perché. C'è un silenzio profondo, ed ecco che il sipario inizia ad aprirsi. Forse è rosso. Ed entri in un altro mondo.
La luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina.