L'irrilevanza non è un insulto. In una società volgare, può essere una virtù.- Philip Kennicott
L'irrilevanza non è un insulto. In una società volgare, può essere una virtù.
Non è forse maledettamente facile credere di essere un grand'uomo se non si ha la minima idea dell'esistenza di un Rembrandt, di un Beethoven, di un Dante, di un Napoleone?
Il proferire il tuo consiglio non richiesto niuna altra cosa è che un dire di esser più savio di colui cui tu consigli, anzi un rimproverargli il suo poco sapere e la sua ignoranza.
I difetti dei grandi autori non sono in genere che la loro grandezza portata all'eccesso.
Per me ragione significa che io ho ragione.
E' facile accusare il prossimo quando hai soddisfatto le tue voglie.
L'uomo cerca, crea ed imputa differenze per alienare l'Altro. Con l'espellere l'Altro, l'Uomo Probo si fa più importante e sfoga la sua ira repressa in un modo approvato dai suoi simili.
Gli uomini sono arroganti o stupidi. E se sono amabili si lasciano condizionare a tal punto da non essere consapevoli di sé.
Si praticava la pubblica felicità con insolenza.
I bravacci e gli spacconi, quelli che tracannano alcolici a garganella e fumano una sigaretta dopo l'altra, o si drogano, sono di gran lunga più deboli di voi. Sono fragili, insicuri, spaventati, per questo si comportano in tal modo.
Oriana Fallaci: la penna montata.