Non ho mai conosciuto un matematico che sapesse ragionare.- Platone
Non ho mai conosciuto un matematico che sapesse ragionare.
Nei primi anni l'educazione sia una specie di divertimento; vi sarà così più facile scoprire le inclinazioni naturali.
Il filosofo è difficile a scorgersi proprio per la luce della regione che abita: egli procede, infatti, attraverso ragionamento sempre guidato dall'idea dell'essere. È naturale che gli occhi della moltitudine, rivolti a questa divina regione, non riescano a reggere.
La meraviglia è propria della natura del filosofo; e la filosofia non si origina altro che dallo stupore.
L'esercizio fisico, quando è imposto, non fa nessun male al corpo; ma la conoscenza acquisita per forza non ha presa sulla mente.
Per il bene degli Stati sarebbe necessario che i filosofi fossero re o che i re fossero filosofi.
Non solo la matematica è reale, ma è l'unica realtà.
Chi enuncia delle conseguenze che non sono contenute nelle premesse, potrà fare della poesia, ma non della matematica.
Ero un bravo studente in tutte le materie, amavo la matematica e la fisica, ma anche la rigorosa logica dell'antica grammatica, odiavo solo memorizzare date e fatti. Dei poeti tedeschi, amavo specialmente i drammatici, ma odiavo le pedantesche analisi approfondite di questi lavori.
L'arte del fare matematica consiste nel trovare il caso speciale che contiene tutti i germi di generalità.
Ammettiamo che lo scopo della matematica è una divina pazzia dello spirito umano, un rifugio dagli stimoli e dall'urgenza degli avvenimenti contingenti.
Ovviamente, è la parola più pericolosa in matematica.
Non necessariamente chi conosce una proposizione aritmetica conosce qualcosa.
I matematici sono come i francesi: se si parla con loro, traducono nella loro lingua, e diventa subito qualcosa di diverso.
La più grande conquista della logica matematica è l'infinito.