Un ragazzo intelligente a cui piacevano lo sport e la lettura. Che altro si può chiedere a un figlio?- Roberto Bolaño
Un ragazzo intelligente a cui piacevano lo sport e la lettura. Che altro si può chiedere a un figlio?
Il problema nella letteratura come nella vita è che uno finisce sempre per diventare uno stronzo.
Era una sensazione di esserci e non esserci, di distacco rispetto a quanto mi circondava, di indefinita fragilità.
Suicidarsi in questa congiuntura sociopolitica, è assurdo e ridondante. Meglio diventare un poeta segreto.
Passa la gloria del mondo, senza gloria, senza mondo, senza un miserabile panino alla mortadella.
Non mi immergerò mai più nel mare di merda della letteratura.
L'amore (così almeno se lo figura lei) è roba per gente decisa a sopraffarsi a vicenda, uno sport crudele, feroce, ben più crudele e feroce più del tennis! Da praticarsi senza esclusione di colpi e senza mai scomodare, per mitigarlo, bontà d'animo e onestà di propositi.
In Italia c'è bisogno di cambiare visione sullo sport: non è solo e sempre calcio, calcio, calcio.
Gli sport sono un'estesa conversazione, un monologo del corpo sociale con se stesso; non un'immagine o un semplice riflesso, ma un discorso autoreferenziale.
I campioni sono quelli che vogliono lasciare il loro sport in condizioni migliori rispetto a quando hanno iniziato a praticarlo.
Per ogni individuo, lo sport è una possibile fonte di miglioramento interiore.
Il cricket è baseball al valium.
Una pistola non è più pericolosa di una mazza da cricket se si trova nelle mani di uno squilibrato.
La cultura non è figlia del lavoro ma dello sport. Si sa bene che attualmente mi trovo solo tra i miei contemporanei nell'affermare che la forma superiore dell'esistenza umana è proprio lo sport.
Lo sport è la coltivazione abituale e volontaria di intensi sforzi fisici.
Parlare di fair play, di rispetto per l'avversario e di cartellino rosso al razzismo, non devono essere parole, devono essere fatti.