Che nel lapsus si affermi proprio quell'idea che si vorrebbe escludere, è fatto molto comune.- Sigmund Freud
Che nel lapsus si affermi proprio quell'idea che si vorrebbe escludere, è fatto molto comune.
Niente di ciò che abbiamo posseduto nella mente una volta può andare completamente perduto.
È ovvio che il sogno sia l'appagamento di un desiderio, dato che nulla, all'infuori di un desiderio, è in grado di mettere in moto il nostro apparato psichico.
Il sogno viene definito come l'attività psichica dell'uomo dormiente, nella misura in cui dorme.
Ogni dispiacere nevrotico ha questa natura: è un piacere che non può essere avvertito come tale.
I cani amano gli amici e mordono i nemici, a differenza degli esseri umani, che sono incapaci di amore puro e confondono l'amore con l'odio nelle loro relazioni.
Una cattiva idea è sempre meglio che nessuna idea.
Ciascuno è l'uomo della propria idea; ci sono molte meno idee che uomini, sicché tutti gli uomini della stessa idea si somigliano.
Solo i saggi posseggono delle idee; la maggior parte dell'umanità ne è posseduta.
L'idea vive tutta nello sforzo che facciamo per intenderla, vive cioè quando non esiste ancora. Perciò in ogni idea persistono sempre zone d'ombra, irresolute. L'idea perfettamente chiara, perfettamente compresa, è un'idea morta.
Tutte le idee che hanno enormi conseguenze sono sempre idee semplici.
Il valore di un'idea non ha niente a che fare con la sincerità di chi la espone. E' molto più probabile che quanto meno si è sinceri, tanto più l'idea sarà intellettualmente limpida, perché non sarà contagiata dalle sue necessità, desideri o pregiudizi.
La maggior parte di coloro che pensano di cambiare idea, non ne hanno mai avuta una.
Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee.
La coscienza di un'idea generale ha all'interno una certa "unità dell'io", che è identico quando passa da una mente all'altra. È, quindi, molto simile a una persona, e in effetti, una persona è solo un particolare tipo di idea generale.
Si battono per l'Idea, non avendone.