"Ma": la terribile parola della disperazione.- Tommaso Landolfi
"Ma": la terribile parola della disperazione.
Un nome qualunque non esiste, per così dire non si dà in natura: ogni nome reca una certa carica di destino.
Ho pure opposto il principio della personalità, la sua indipendenza davanti a ogni ordine sociale, davanti a ogni governo, davanti a ogni ambiente esteriore. Ciò significa che ho difeso lo spirito e quanto ad esso si riferisce.
Vi è forse qualcosa di più ignobile della democrazia?
Quando ci si sente tristi e addolorati ecc. basta mangiare un po' di cioccolata o aspettare un po' di tempo perché tutto si metta matematicamente a bene.
La religione (mi ha detto una brutta fanciulla) all'occasione è necessaria per difendersi dalla disperazione, per esempio quando si è brutti.
Lasciate che il vostro cuore soffra per l'afflizione e la disperazione degli altri.
La noia è un male che non deve essere preso alla leggera. Può portare alla fine alla vera disperazione. L'autorità pubblica prende contro di essa ovunque delle precauzioni, come contro altre calamità universali.
La felicità si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo qualcuno si ricorda di accendere la luce.
L'uomo a volte dispera con dignità, ma è raro che speri con intelligenza.
Sono andato in camera mia e mi sono messo a letto e, strano a dirsi, ho dormito senza sogni. La disperazione ha le sue calme.
Perché non si oda grida di gioia, e che con speranza non guardi più al cielo l'uomo, e maledetto sia questo giorno da noi, pronti a evocare... il Kraken!
Soltanto un giocatore disperato tenta il tutto per tutto.
Senza amare se stessi non è possibile amare neanche il prossimo, l'odio di sé è identico al gretto egoismo e produce alla fine lo stesso orribile isolamento, la stessa disperazione.
L'ultima questione è di sapere se dal fondo delle tenebre un essere può brillare.