Cerco di non leggere le notizie su Internet: è un mare d'odio.- Will Gluck
Cerco di non leggere le notizie su Internet: è un mare d'odio.
Un corretto utilizzo dei media sociali non si improvvisa, ma richiede apertura al nuovo e tempo dedicato a vivere la Rete al fine di assorbirne le logiche di relazione e le grammatiche dei nuovi strumenti; insomma per comunicare in Rete bisogna farsi Rete.
Internet è come un immenso magazzino (di informazioni), ma non può costituire di per sé la memoria.
Nel cyberspazio non c'è posto per la proprietà privata, siamo nell'era del dotcomunismo.
Non suona ormai un poco datato un essere umano che naviga sul web?
I fruitori del web ultimamente vogliono arrivare ai dati rapidamente e facilmente. Non interessano loro più tanto i siti attraenti e il design elegante.
Google, Twitter e Facebook sono planetarie, hanno per cliente l'intero pianeta, hanno imposto nuove regole per la ricerca, nuovi linguaggi per la comunicazione.
E' possibile creare più siti internet pagando una sola volta i diritti del dominio e lo spazio sul server.
Mostratemi un politico moderno che non capisce Internet e vi mostrerò un perdente.
Siamo lontani dalla democrazia ateniese, la storia ha preso un'altra piega. Forse la rete può aiutare a ritrovare quell'ispirazione che ci rende uguali nell'essere intelligenti. E per questo non c'è bisogno di un leader, di un capo carismatico cui riferirsi.
La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità.