Le nostre differenze sono politica, le affinità princìpi.- William McKinley
Le nostre differenze sono politica, le affinità princìpi.
Nel momento più buio della sconfitta, la vittoria potrebbe essere più vicina.
La guerra non deve essere considerata fino a che ogni azione di pace non sia fallita.
L'Italia procede ancora nel compromesso, nei vecchi sistemi del trasformismo politico, del potere burocratico, delle grandi promesse, dei grandi piani e delle modeste realizzazioni.
Berlusconi ha messo la Carfagna alle Pari Opportunità perché se lei è riuscita ad arrivare lì ci possono veramente arrivare tutti.
La sinistra non ha ancora capito che il cambiamento non si fa con quel riformismo illuminato che cala dall'alto le sue ricette di laboratorio, ma si realizza solo con una rivoluzione conservatrice, ben agganciata alle radici, all'identità.
Gli Stati Uniti si vantano del loro sistema politico. Ma il Presidente dice una cosa durante le elezioni, qualcos'altro quando entra in carica, qualcos'altro ancora a medio termine, e altre cose ancora quando se ne va.
Un programma politico non si inventa, si vive.
Questo autolesionismo è la conferma di ciò che penso da anni. La sinistra di per sé è un male. Soltanto l'esistenza della destra rende questo male sopportabile.
Ci sono decine e decine di moralisti nella politica italiana e in Vaticano che hanno una vita privata totalmente incoerente con la loro vita pubblica.
Non c'è futuro per l'Italia senza rigenerazione della politica e della fiducia nella politica.
Il regime si realizzerà dopo la vittoria del Polo. La prima cosa che farà Berlusconi sarà di spazzare via l'attuale dirigenza Rai per omologarne le tre reti a quelle sue.
Siamo tutti uomini del presidente.