Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio.- Albert Camus
Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio.
La donna, fuori dell'amore, è noiosa. Non sa. Bisogna vivere con una e tacere. O andare a letto con tutte e fare. Ciò che più importa è altrove.
Gli errori sono allegri, la verità è infernale.
La rivolta consiste nell'amare un uomo che non esiste ancora.
Non è la ribellione stessa che è nobile, ma quello che esige.
Non c'è destino che non si vinca con il disprezzo.
Si tratta di suicidio!
Rimuginare su una vita troncata... è già una forma di suicidio... come tante altre.
Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, amore, disillusione, destino, morte.
Il suicida è un carcerato che, nel cortile della prigione, vede una forca, crede erroneamente che sia destinata a lui, evade nottetempo dalla sua cella, scende giù e s'impicca da sé.
Non si vive meglio fuggendo dagli altri, nascondendosi, negandosi alla condivisione, se si resiste a dare, se ci si rinchiude nella comodità. Ciò non è altro che un lento suicidio.
E in vero, colui che si uccide da se stesso, non ha cura né pensiero alcuno degli altri; non cerca se non la utilità propria; si gitta, per così dire, dietro alle spalle i suoi prossimi e tutto il genere umano.
Non si può chiedere a nessuno il suicidio come forma di protagonismo politico.
Il suicidio richiede un destinatario o dei destinatari. Qualcuno che noi decidiamo di punire.
Il gusto del suicidio è un dono, un sesto senso, non so cosa, ci si nasce.
Siamo noi che, indipendentemente dal nemico, dobbiamo dimostrarci capaci di riconquistare le nostre perdute libertà. Mussolini, la dittatura, il fascismo, debbono sacrificarsi, debbono "suicidarsi" dimostrando con questo loro sacrificio il loro amore per la Nazione.