La massima conoscenza è sapere che siamo circondati dal mistero.- Albert Schweitzer
La massima conoscenza è sapere che siamo circondati dal mistero.
La verità non ha ora, è di tutti i momenti, specialmente dei momenti in cui ci sembra inopportuna.
La tragedia della vita è ciò che muore dentro un uomo, mentr'egli è ancora vivo.
La coscienza tranquilla è un'invenzione del diavolo.
Nessun raggio di sole va perduto, ma il germoglio che esso risveglia ha bisogno di tempo per spuntare. Non sempre è concesso al seminatore di partecipare al raccolto. Ogni opera che abbia valore è frutto di fede.
L'unica cosa importante quando ce ne andremo, saranno le tracce d'amore che avremo lasciato.
È dalle piccole cose che conosciamo noi stessi.
La conoscenza non è sufficiente, dobbiamo applicarla.
La conoscenza è fatta di una materia più dura di quella della fede sicché, quando si urtano, è la fede a spaccarsi.
Il dubbio è il lievito della conoscenza.
Bisogna conoscere sé stessi. Anche se questo non servisse a trovare la verità, servirebbe a regolare la propria vita, e non c'è nulla di più giusto.
Risalta meravigliosamente bene dai lavori mirabili ai quali Keplero ha consacrato la sua vita, che la conoscenza non può derivare dall'esperienza sola, ma che occorre il paragone fra ciò che lo spirito umano ha concepito e ciò che ha osservato.
Il nucleo della conoscenza è questo: se la possiedi, applicala; se non la possiedi, confessa la tua ignoranza.
Per conoscere qualcosa di sé bisogna conoscere tutto degli altri.
Possiamo vedere e conoscere soltanto ciò che di noi è morto. Conoscersi è morire.
La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso.