La massima conoscenza è sapere che siamo circondati dal mistero.- Albert Schweitzer
La massima conoscenza è sapere che siamo circondati dal mistero.
Un uomo può fare solo quello che può fare. Ma se lo fa ogni giorno, può dormire la notte e farlo di nuovo il giorno successivo.
La felicità non è nient'altro che essere in salute e avere poca memoria.
La coscienza tranquilla è un'invenzione del diavolo.
Qualsiasi persona a cui sia risparmiato il dolore personale si deve sentire chiamata per aiutare a diminuire quello degli altri.
Riflettere sull'etica dell'amore per tutte le creature in tutti i suoi dettagli: questo è il difficile compito assegnato al tempo in cui viviamo.
Colui che si è dedicato alla conoscenza non scende malvolentieri nell'acqua della verità quando è sporca, bensì quando è acqua bassa e superficiale.
Conoscere significa distinguere, sapere che una cosa è quella e non tutte le altre, con cui pure ha molto in comune, così come una persona è quell'individuo, unico e irripetibile, e non tutti gli altri cui pure per certi versi tanto assomiglia.
Chiamo trascendentale ogni conoscenza che si occupa non di oggetti, ma del nostro modo di conoscenza degli oggetti in quanto questa deve esser possibile a priori.
Non nella conoscenza è la felicità, ma nell'acquisizione della conoscenza.
Perché due si conoscano a fondo è necessario siano sé stessi, ma di solito non si è sé stessi fino a quando non ci si conosce a fondo.
Che cosa può soltanto essere la conoscenza? Interpretazione, non spiegazione.
La conoscenza umana è incerta, inesatta e parziale.
Conoscere se stesso. Dopodiché diventa impossibile vivere insieme con se stesso.
Solo alla fine della conoscenza di tutte le cose, l'uomo avrà conosciuto sé stesso. Le cose infatti sono soltanto i limiti dell'uomo.
La nostra conoscenza, se paragonata alla realtà, è primitiva e infantile. Eppure è il bene più grande di cui disponiamo.