Prima regola prudenza, la seconda audacia.- Alessandro Baricco
Prima regola prudenza, la seconda audacia.
Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire.
La maggior parte della nostra vita la passiamo ad aspettare o a ricordare e mentre lo facciamo non siamo né tristi né felici; sembriamo tristi, ma semplicemente siamo lontani.
Il destino fa fuoco con la legna che c'è.
Non si è mai lontani abbastanza per trovarsi.
Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Ma nel buio... Tutto quell'infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco. Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte.
Seguite il cammino più audace.
Contiene l'ammaestramento a usare l'intelligenza contro la fortuna, a saper cogliere l'occasione e a comportarsi audacemente, perché è meglio correre dei rischi che affondar nell'inerzia.
Non conviene che il debole abbia lingua audace.
Solo i bambini che hanno un posto sicuro possono concedersi di correre dei rischi. Gli adulti sono meno audaci perché non si sentono mai al sicuro.
Quanto più uno è ignorante tanto più è audace e pronto a scrivere.
La fortuna arride agli audaci.
Tempo il nostro di agonia e d'avvento, ne sappiano i cristiani cogliere l'anima di verità e, secondando il soffio novatore dello Spirito, promulgarlo con carità audace. Il nostro tempo attende un arricchimento di umanità e un approfondimento di cristianità.
Nessuna grande scoperta è mai stata fatta senza una audace congettura.
Le cazzate cadono a pioggia quando c'è nei paraggi un ascoltatore menomato, le convinzioni profonde vengono rivelate e ci si abbandona ad alta voce a ricordi privati tipo diario.
Il partito migliore è l'azione difficoltosa, priva di paure.