Prima regola prudenza, la seconda audacia.- Alessandro Baricco
Prima regola prudenza, la seconda audacia.
Forse il mondo è una ferita e qualcuno la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolano.
Tra tutte le vite possibili, ad un bisogna ancorarsi per poter contemplare, sereni, tutte le altre.
C'era anche un perché, ma non me lo ricordo. Non si ricordano mai i perché.
Sapete, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. E' un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c'è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti.
È sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo.
"O Capitano, mio capitano!" Chi conosce questi versi? Non lo sapete? È una Poesia di Walt Whitman, che parla di Abramo Lincoln. Ecco, in questa classe potete chiamarmi professor Keating o se siete un po' più audaci, "O Capitano, mio Capitano".
I popoli, come gli individui, hanno particolari inclinazioni: alcuni sono portati all'ira, altri all'audacia, altri alla viltà.
Non gli si presentava ostacolo che sembrasse insormontabile. Egli poteva venire sconfitto, come a volte è stato, ma non fuggì mai dalle avversità con impazienza, non scappò da nessun pericolo con codardia.
Audacia, ancora audacia, sempre audacia e la Francia sarà salva.
Esistono tentazioni così pericolose che per cedere a esse occorrono coraggio e audacia.
Nel dire il ver sia la tua lingua audace.
In grandi pericoli e quando la speranza è scarsa, i consigli più audaci sono i più sicuri.
La fortuna aiuta gli audaci, il pigro si ostacola da solo.
Tutte le scelte audaci partono da dentro.
Affronta la vita, Son affanni e piaceri, Che non sian inesplorate Le strade di ieri.