Erano aspiranti lettori che non avevano mai aperto un libro.- Alessandro Baricco
Erano aspiranti lettori che non avevano mai aperto un libro.
Non si è mai troppo lontani per non trovarsi.
Il mondo di fuori è sempre là. Puoi fare qualsiasi cosa ma stai certo che te lo ritrovi al suo posto, sempre. C'è da non crederci, ma è così.
La mente ti mente improvvisamente e le strade che c'erano ieri non sono più niente.
Google non ha nemmeno dieci anni di vita, ed è già nel cuore della nostra civiltà.
È uno strano dolore morire di nostalgia per una cosa che non vivrai mai.
L'arte di non leggere è assai importante. Essa consiste nel non prendere in mano quello che in ogni momento occupa immediatamente la maggior parte del pubblico.
La lettura di un libro, che meriti d'essere letto, dovrebb'essere una specie di copula, non soltanto piacevole, ma anche feconda.
Quante letture ci si risparmierebbe, se si conoscessero prima gli scrittori. Tutte le letture?
Il pubblico è così stupido, che preferisce leggere le cose nuove che non le buone.
Leggere è sognare per mano altrui.
Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere.
L'atto di lettura è autentico soltanto quando conosciamo integralmente un autore, quando esaminiamo con sollecitudine particolare, anche se un po' irritata, i suoi "fallimenti" per elaborare una nostra visione personale della sua presenza.
È assurdo avere una regola severa e fissa a proposito di ciò che uno deve o non deve leggere. Più della metà della cultura moderna dipende da ciò che uno non può leggere.
Leggere equivale a pensare con la testa di qualcun altro invece che con la propria.