Erano aspiranti lettori che non avevano mai aperto un libro.- Alessandro Baricco
Erano aspiranti lettori che non avevano mai aperto un libro.
Accadono cose che sono come domande, passa un minuto oppure anni, e poi la vita risponde.
C'era anche un perché, ma non me lo ricordo. Non si ricordano mai i perché.
La vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio.
Forse la vita alle volte ti gira in un modo che non c'è proprio più niente da dire.
Per quanto uno si sforzi di vivere una sola vita, gli altri ce ne vedranno dentro altre mille, e questa è la ragione per cui non si riesce a evitare di farsi male.
Sono molti che leggono ogni maniera di libri, e mai non aprono il libro dell'anima propria; e quando pure l'aprissero, non vi saprebbero leggere.
Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma.
Bisognerebbe leggere tutto. Più della metà della cultura moderna dipende da ciò che non si dovrebbe leggere.
Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia.
La lettura di un libro, che meriti d'essere letto, dovrebb'essere una specie di copula, non soltanto piacevole, ma anche feconda.
Il solo modo serio di leggere è rileggere.
Ogni lettura è un atto di resistenza. Di resistenza a cosa? A tutte le contingenze.
La condizione per leggere le cose buone è di non leggere roba cattiva: poiché la vita è breve, il tempo e le forze sono limitati.
Leggere è vedere per procura.
La lettura è una grande "fuga dalla realtà". Uno straordinario modo di frequentare mondi diverti possibili. E un modo per avere informazioni non strumentalizzate.