Il talento è la tassa per l'esercizio dell'arte.- Alessandro Morandotti
Il talento è la tassa per l'esercizio dell'arte.
La meraviglia è in noi, non nelle cose.
Vana impresa combattere la crisi poiché è ormai connaturata al sistema.
Forse siamo già risorti. Per punizione.
Raramente la forza della ragione prevale sulla ragione della forza.
Sull'ingratitudine si pensa che tutto sia stato detto. Finché non la si sperimenta in proprio.
Un vincitore è solitamente colui che riconosce i suoi talenti naturali, lavora sodo per svilupparli in capacità, ed usa queste capacità per raggiungere i suoi obiettivi.
Una felice infanzia ha rovinato un sacco di vite promettenti.
La presunzione rovina il genio più raffinato. Non c'è molto pericolo che il vero talento o la vera qualità vengano trascurati a lungo; anche se lo sono, la coscienza di possederli ed usarli bene dovrebbe soddisfare una persona, ed il grande fascino di tutto il potere è la modestia.
Ho una personalità inadatta al mio talento.
È solo perché il mondo guarda al suo talento con una tale indifferenza impressionante che l'artista si sente spinto a rendere importante il suo talento.
Nulla compete a chi rivendica competenze pur essendo incompetente. È privo di competitività.
Dalla culla e non dalla scuola deriva l'eccellenza di qualunque ingegno.
Il matrimonio richiede un talento speciale, come la recitazione. La monogamia richiede genio.
Talento e discrezione non per forza sono legati tra loro.
Ci viene detto che il talento crea le proprie opportunità. Ma talvolta sembra che il desiderio intenso crei non solo le opportunità, ma anche il talento.