Per vincere serve grande personalità, altrimenti gli avversari ti mangiano.- Andrea Pirlo
Per vincere serve grande personalità, altrimenti gli avversari ti mangiano.
Nelle notti di Champions con 80.000 spettatori San Siro è uno spettacolo. Ma per tifo, rimbombo ed effetto sonoro la nostra casa è molto simile: sono in 40.000 ma sembrano di più.
Se il lavoro conta più del talento? No, il talento viene prima e va coltivato con il lavoro. Se non ce l'hai puoi lavorare tutto il giorno ma non verrà fuori.
Ogni essere umano ha centinaia di persone separate che vivono sottopelle. Il talento di uno scrittore è la sua abilità di dare a ognuno di loro un nome, un'identità, una personalità e una relazione con tutti gli altri personaggi con cui vive.
Il compito principale di un uomo è dare origine a se stesso, trasformandosi in tutto ciò che è in grado di essere. Il risultato di tali sforzi sarà la sua personalità.
La nostra personalità sociale è una creazione del pensiero altrui.
Il professor Theodor Kosimus era un vecchio europeo (tedesco) e cupo archeologo, mentre Ursula Jones era una giovane americana e spensierata giornalista: più che un incontro tra i due... immaginate lo scontro tra un uccello preistorico, l'archaeopterix, e un razzo planetario.
Recitare è un processo molto personale. Ha a che fare con esprimere la propria personalità, e scoprire il personaggio che si sta interpretando, con la propria esperienza. Quindi siamo tutti diversi.
Dovunque si va, non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. È divenuta una vera peste.
L'inizio degli anni Settanta fu un periodo speciale per gli uomini, coincideva con l'emancipazione femminile, che non corrispondeva ad una pari emancipazione da parte dei maschi. L'uomo era ancora legato alle cosce della madre, ed io mettevo un po' alla berlina quel tipo di personalità.
Gli uomini ignoreranno sempre la loro vera natura finché non lasceranno le donne libere di realizzare la propria personalità.
Nel film "La schiava io ce l'ho e tu no", mi divertivo ad interpretare un uomo privo di personalità, apparentemente trionfatore, ma in effetti vittima delle donne: uno standard degli anni Settanta.