Che cosa invecchia presto? La gratitudine.- Aristotele
Che cosa invecchia presto? La gratitudine.
Il mio miglior amico è l'uomo che nell'augurarmi del bene, lo augura per il mio interesse.
La materia per se stessa è inconoscibile.
Chiunque può arrabbiarsi, questo è facile; ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, ed al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile.
Le scienze matematiche in particolare mostrano ordine, simmetria e limite: e queste sono le più grandi istanze del bello.
Di uomini che peccano per difetto in ciò che riguarda i piaceri o che godono meno di quanto non sia conveniente, non ce ne sono molti: non è umana una simile insensibilità.
Quanto è più crudele del morso di un serpente l'ingratitudine di un figlio.
Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli "mi spiace", "perdonami", "per favore", "grazie" e tutte le parole d'amore che conosci.
La gratitudine è la più squisita forma di cortesia.
Vorrei ringraziare il buon Dio per avermi fatto Yankee.
Noi siamo facili a chiedere, ma non a ringraziare.
Dove men si sa, più si sospetta.
La gratitudine di un uomo è veleno per il suo benefattore.
Volevo ringraziare un miliardo di cinesi, che mi seguono da centodieci repliche. E non è il problema di trovare teatri grandi, quanto il giro di pullman che ci sarà domani a Ferrara.
Gratitudine. Un sentimento che sta a metà strada fra il beneficio ricevuto e quello previsto o atteso.
L'ingratitudine più odiosa, ma più antica e più comune di tutte, è quella dei figli verso i loro genitori.